Claudia Lamberti #
LA CITTA' FUTURISTA THE FUTURIST CITY
 

Il Futurismo, sotto la spinta della rivoluzione industriale e del progresso tecnologico, propone con fantasia e forte impegno divulgativo una città consona alle esigenze dell’uomo del XX secolo.
Le profezie di architetti e teorici futuristi, a cui non hanno fatto seguito realizzazioni concrete, meritano un posto nella storia dell’urbanistica contemporanea.

Il moltiplicarsi di interventi critici e di mostre internazionali sul tema ne è la conferma.
1 Il futurismo riceve stimoli dalle proposte architettoniche e urbanistiche europee (Henard, Wagner, Sauvage, Sitte, Garnier, Perret) e dalle realizzazioni statunitensi di grattacieli e grandi stazioni ferrotranviarie (Corbett, Reed, Wetmare, Warren, Stem).

Stazione NY

All’interno dell’avanguardia marinettiana si delineano, tra gli anni Dieci e i Venti-Trenta, diverse correnti architettoniche, la cui distinzione coi termini "primo" e "secondo" futurismo dipende dal criterio scelto dai vari critici per contrapporre i due periodi.
Risulta pertanto difficile ascrivere precisamente un architetto all’una o all’altra era.
L’elemento unificatore della produzione architettonica e urbanistica futurista è la coesistenza, nell’opera dei vari autori, di slanci utopistici e visionari con l’attenzione alle esigenze della vita moderna.

Tutte le arti concorrono coi loro mezzi alla rappresentazione e al progetto della nuova città: numerosissimi i manifesti che trattano il tema del dinamismo metropolitano e della necessità di nuove case e nuove strade.
La letteratura, la musica, la pittura, il teatro futurista interpretano la vitalità della città moderna, descrivendo l’entusiasmo per il progresso e riproducendone i rumori e i colori.

L’influsso della concezione futurista dello spazio urbano si estende a film europei degli anni Venti, mentre la produzione cinematografica futurista italiana è praticamente nulla.

Gli architetti futuristi espongono le loro concezioni su giornali, riviste, manifesti e libri, delineando l’immagine di una città caratterizzata soprattutto dall’estrema mobilità, dai molti sistemi di trasporto (tra cui spicca l’aereo), dallo slancio verticale delle costruzioni.

Dal 1914, anno in cui vengono scritti
Architettura futurista. Manifesto di Boccioni, il manifesto di Prampolini, il Messaggio e il Manifesto dell’architettura futurista di Sant’Elia 2 , agli anni Trenta, in cui appare il Manifesto futurista dell’architettura aerea di Mazzoni, Marinetti e Somenzi, si susseguono proposte teoriche, accompagnate o seguite da disegni.

La mostra del gruppo Nuove Tendenze (autodefinitosi come ala destra del futurismo) a Milano nel maggio-giugno 1914, è l’occasione per Sant’Elia e Chiattone di presentare le tavole raffiguranti grattacieli con sistema viario a più livelli, ascensori, piste di atterraggio per aeroplani.

I sei disegni di Sant’Elia esposti qui col titolo Città nuova e accompagnati da un testo programmatico a cui fu dato dalla critica il nome di Messaggio, saranno, tra il luglio e l’agosto 1914, intitolati Città futurista e il testo, arricchito di un’introduzione polemica e di varie inserzioni, diverrà il
Manifesto dell’architettura futurista .

Con questi disegni Sant’Elia e Chiattone appaiono ad alcuni critici dei precursori del razionalismo, mentre nelle creazioni di Virgilio Marchi degli anni Venti, raffiguranti una città simile al luna-park, si riconosce la vena fantastica e ludica del futurismo.

Le tavole degli anni Trenta di Crali, Rancati, Fiorini, Somenzi e Spiridigliozzi rielaborano i temi santeliani delle stazioni multiuso e multilivello, delle case piramidali, del grattacielo e dell’attenzione al trasporto aereo.

MARCHI Cittˆ fantastica

La vicenda di questa proposta urbanistica in Italia vide il tentativo da parte di Marinetti di collegare il futurismo al razionalismo, indicandone il capostipite in Sant’Elia, e di fare del proprio movimento l’arte ufficiale del regime fascista, ma la città futurista non trovò committenza.
Si è dimostrato recentemente che la mancata realizzazione delle progettazioni santeliane non dipende tanto dall’inesistenza di piante o sezioni degli edifici, ricostruibili dai disegni esistenti
3 , quanto dalla non accettazione di proposte così innovative.

A Sant’Elia va il merito di aver intuito la stretta dipendenza tra problema architettonico e problema urbanistico su cui, pur con linguaggi figurativi diversi, si è impostata la progettazione e la riflessione di tutti i movimenti architettonici moderni. L’interessamento del gruppo olandese De Stijl e di Le Corbusier all’architettura futurista è provato da scambi epistolari e da articoli su riviste europee.
Incerti i rapporti col costruttivismo russo.

Un futuro per l’architettura futurista può essere scorto nell’opera di Richard Buckminster Fuller
4 , inventore statunitense dedicatosi alla ricerca di soluzioni universalmente fruibili e a basso costo per le questioni dell’abitare e del viaggiare.
Fuller viene definito un utopista tecnologico per la fiducia nella tecnologia quale strumento per il benessere dell’intera umanità, nel rispetto del sistema ambientale in cui è inserita.

Le sue progettazioni sviluppano tematiche e intuizioni futuriste quali quelle dell’antidecorativismo, della caducità e transitorietà dell’architettura, del mondo come città collegata dalle comunicazioni aeree, della casa mobile, dei veicoli aerodinamici, del dominio su cielo, terra e mare.
Nella sua produzione è racchiuso uno dei potenziali percorsi evolutivi che avrebbe forse compiuto l’architettura italiana, se non avesse negli anni Venti-Trenta troncato i legami con gli inizi storici e gli aspetti filosofici del futurismo e con la base nel mondo della tecnologia.

All’avanguardia marinettiana va riconosciuto il merito di aver tentato di rispondere alle esigenze della vita moderna, proponendo una città verosimile e utopica al tempo stesso, poiché in essa convivono l’analisi della realtà contemporanea, caratterizzata dalla crescente industrializzazione e dall’espansione urbana, con il desiderio di una totale ricostruzione artificiale dell’universo.



NOTE

1 Una grande quantità di testi originali e critici è stata da me raccolta in una bibliografia ragionata sul tema della città futurista.
2 Quest’ultimo sarà il testo ufficialmente pubblicato e propagandato da Marinetti.
3 C. Gavinelli e M. Loik hanno ridisegnato la Città futurista ed E. Godoli e V. Capalbo nel 1999 hanno realizzato una mostra multimediale con ricostruzioni computergrafiche in 3D dei vari progetti per la metropoli futurista.
4 Richard Buckminster Fuller (Milton (Mass.- U.S.A.) 1895 - Los Angeles 1983)



Dall'alto verso il basso - da sinistra verso destra

Reed, Stem, Warren, Wetmare
La più grande stazione del mondo inaugurata a New York (1913)
ia
A. Sant’Elia
Casamento con ascensori esterni, galleria, passaggio coperto su tre piani stradali (linea tranviaria, strada per automobili, passerella metallica) fari e telegrafia senza fili, inchiostro e matita nero-azzurra su carta gialla (1913)
V. Marchi
Città fantastica (1914)
vm
M. Chiattone
Costruzioni per una metropoli moderna (1914)

SANT'ELIA La cittˆ nuova

Under the influence of industrial revolution and technological progress, futurism proposed, with imagination and a strong divulgative endeavour, a city conforming to 20th century man’s needs.
The unrealised prophecies of futurist architects and theorists deserve a place in the history of contemporary town planning.

The increasing of critical essays and international exhibitions about this theme is a confirmation of it .
1 Futurism received inspiration from European architectural propositions (Henard, Wagner, Sauvage, Sitte, Garnier, Perret) and from the construction of skyscrapers and terminal stations in the States (Corbett, Reed, Wetmare, Warren, Stem).

Among the partisans of Marinetti’s avant-garde, two different architectural trends appear during the period between the Tens and the Thirties.
Their distinction with the names “first” and “second” futurism depends on the criteria chosen to oppose the two ages.
Therefore, it’s very difficult to set an architect in one or the other era.
The unifying element of futurist architectural production is the coexistence, in the work of all the artists, of the utopian and imaginary fit with the attention to modern life requirements.

All the arts work together, with their means, to the statement and the project of the new city: the manifestos about the metropolitan dynamism and the need of new houses and new roads are numerous.
Futurist literature, music, painting, theatre interpret the modern city vitality, reproducing its noises and colours and des cribing the joy for the progress.

The influence of futurist idea of urban space extends on the European films of the Twenties, in spite of the futurist Italian cinematographic production next to nothing.

Futurist architects write their ideas on newspapers, reviews, manifestos and books, describing a city characterised first of all by a great mobility, a lot of means of transport (among which the aeroplane has an important rule), a vertical spring of the constructions.

Since 1914, year of the
Architettura futurista. Manifesto of Boccioni, the manifesto of Prampolini, the Messaggio and the Manifesto dell’architettura futurista of Sant’Elia 2, to the Thirties, when the Manifesto futurista dell’architettura aerea of Mazzoni, Marinetti and Somenzi appears, there were a lot of theoretical proposals, accompanied or followed by drawings.

The exhibition of Nuove Tendenze group (presented as the right wing of the futurism), held in Milan in May-June 1914, was the opportunity for Sant’Elia and Chiattone to show the drawings describing sky-scrapers with a multilevel road system, lifts, aeroplane slip-ways.

Sant’Elia’s six drawings exhibited on this occasion, titled Città Nuova and accompanied by a text named Messaggio from the critics, will be baptised, between the July and the August of 1914, Città futurista. The writing, enriched from a polemical introduction and some insertions, will become the
Manifesto dell’architettura futurista .

With these works, Sant’Elia and Chiattone seem to some critics a sort of rationalist forerunners, while in Virgilio Marchi creations of the Twenties, showing a city near to an amusement park, it’s recognised the fantastic and ludic current of the futurism.

Thirties drawings of Crali, Rancati, Fiorini, Somenzi and Spiridigliozzi remake Sant’Elia’s themes of the multiuse and multilevel stations, of the pyramidal houses, of the sky —scraper and of the air transport development.

The history of this town planning proposal in Italy saw the effort of Marinetti to link futurism to rationalism, pointing out Sant’Elia as its stock, and to make of his movement the official fascist art, but the futurist city never find a customer.
Sant’Elia’s projects were not realised more for the rejection of the innovative proposals
3 than for the lack of plans or sections of the houses, deriving from the existing drawings .

Sant’Elia has the merit to have understood the strict relationship between architectural and urbanistic problems, a theme developed, although with different figurative languages, by all the modern architectural movements.
The interest in futurist architecture of the Dutch group De Stijl and of Le Corbusier is evidenced by an exchange of letters and articles on European reviews. On the contrary, the relationship with Russian constructivism is difficult to establish.

CHIATTONE Metropoli

A future for the futurist architecture can be seen in Richard Buckminster Fuller ’s work 4 . This inventor, consecrated to the research of universally enjoyable and cheap solutions to the problems of dwelling and travelling, was called a technological utopian.
In fact he trusted in technology as a mean to reach the wellbeing for all the human community, respecting the ecosystem where it is living.

His drawings develop futurist ideas as the rejection for the decorations, the transientness and caducity of architecture, the vision of the world as a big city travelled by aeroplanes, the mobile-home, the aerodynamic vehicles, the human dominion on sky, earth and sea.
In his production it’s enclosed one of the potential evolutions that Italian architecture could have had in the Twenties and Thirties if it hadn’t cut off the link to the historical beginnings and the philosophical sides of the futurism and if it hadn’t slighted the bases in the world of technology.

However we must recognise to the Marinetti’s movement the merit to have tried to answer to the modern life needs, drawing a likely and in the same time utopian city, because in these projects live together the analysis of contemporary reality, characterised by the increasing industrialisation and the urban expansion, and the dream for a total artificial re-building of the Universe.



NOTES

1 A big quantity of original texts and critical essays was by myself collected in a reasoned bibliography about the futurist city.
2 This will be the official text of futurist architecture, published and propagandised from Marinetti.
3 C. Gavinellli and M. Loik re-drew the Città futurista and E. Godoli and V. Capalbo in 1999 realised a multimedia exhibition with computergraphic constructions in 3D of some projects for the futurist metropolis.
4 Buckminster Fuller (Milton (Mass.) 1895- Los Angeles 1983)


# Translation by C. Lamberti