ARCHITETTURA FUTURISTA ITALIANA (1909-1944) Clemente Busiri Vici La colonia marina "XXVIII Ottobre" a Cattolica (RN)

Testimonianza raccolta nel 1990 in occasione della mostra 'THE NAVI'
allestita presso la Galleria Comunale "S. Croce" a Cattolica (RN)
a cura dell'Arch. Maurizio Castelvetro.

 
Clemente Busiri-Vici
nel ricordo del figlio Saverio
 
Clemente Busiri-Vici (anni '30)Il luogo dove ha realizzato tanti suoi progetti, il suo "studio", era situato a Roma in un edificio da lui stesso progettato e costruito.
In questo edificio del 1927-1928, che già preannunciava motivi d’avanguardia, sono nate le "Navi di Cattolica", lavoro tra i suoi che sopra ogni altro egli prediligeva.

Il suo lavoro si svolgeva in ogni parte d’Italia ed altrove nel mondo (Brasile, Stati Uniti, Inghilterra per l’Ambasciata Italiana, Romania, Tunisia, Egitto). Aveva così numerose occasioni di spostamenti che allora avvenivano in gran parte via mare con navi di linea.
Questi viaggi alle volte duravano vari giorni e lui era solito portarsi uno "stiratore" (o piano per disegnare) con i vari strumenti del disegno (squadrette, riga a T, compassi e curvilinee) e mi raccontava che nella sua cabina continuava a disegnare quasi con lo stesso orario di lavoro che aveva nel suo studio (orari sempre durissimi e rigorosi).
C’è da pensare che le linee delle "Navi di Cattolica" possano avere un precedente come design, proprio nei transatlantici e nelle navi di linea.

Ma questo non è tutto, si parla molto e giustamente, quando si fa cenno alle "Navi di Cattolica", ad un collegamento con il Futurismo italiano come unica opera di architettura realizzata da riferirsi a quell’interessante periodo artistico italiano.
Clemente Busiri Vici ha conosciuto ed ha avuto contatti con molti esponenti di quel fondamentale periodo artistico: Mattioli, Gualino, Cosmelli, Balla, Severini, Carrà, Ferrazzi e senz’altro riteneva il Futurismo un periodo fondamentale nella nostra storia dando prova in numerose sue opere di sentire e promuovere l’avanguardia artistica.Ammiraglia, 1934

Ma le "Navi di Cattolica" hanno anche una radice di "gioco", sono cioè in consonanza con i giovani ai quali erano destinate per le loro vacanze.
Costituiscono quindi una serie di testimonianze determinanti di un’epoca della storia dell’architettura ed è per questo che per esse vige un vincolo di Piano Regionale Paesistico, ambientale e come bene culturale, che ha un fondamento non solo nell’opera, ma nella cultura.

Riporto ora alcuni ricordi concernenti il suo luogo di lavoro, il suo studio, che possono essere utili ad inquadrare meglio il personaggio: pareti assolutamente bianche e spoglie e pur tra gli innumerevoli lavori eseguiti si vedeva esposta solo una fotografia delle "Navi di Cattolica" inquadrata in una sottile cornice d"acciaio.
La scrivania ampia e sempre ordinata. Due piani di lavoro disposti orizzontalmente con riga a T e squadrette.
Nulla che potesse costituire una divagazione, il lavoro costituiva per lui l’equivalente di una cerimonia alla quale bisognava presenziare con il massimo rispetto, riguardo, cura, attenzione.
Parlare a voce bassa, poche parole sempre con considerazione per i numerosi visitatori.

La semplicità legata alla consapevolezza ed al rigore, erano le sue principali caratteristiche.
 

LA COLONIA MARINA "XXVIII Ottobre" A CATTOLICA (RN)

DOCUMENTI ORIGINALI

L'Architettura Italiana, N. 614, 1934

Corriere della Sera, 29 giugno 1934

Clemente Busiri-Vici nel ricordo del figlio Saverio

Filmato LUCE (1934)

 
IN ALTO: Clemente Busiri-Vici negli anni '30 [elaborazione digitale a cura di M. Castelvetro].
IN BASSO: Fotografia della "nave ammiraglia" (anni '30).

Testo e pagine documentali a cura dell'architetto .
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